DPI di terza categoria: cosa sono, esempi e obblighi
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DPI di terza categoria: cosa sono, esempi e obblighi

07 maggio 2026Team Tecnico Morandelli

I DPI di terza categoria sono dispositivi di protezione individuale destinati a proteggere da rischi che possono causare la morte o lesioni gravi e permanenti.

La classificazione deriva dall'art. 74 del D.Lgs. 81/2008 e dal Regolamento UE 2016/425, che distingue tre categorie in base alla gravità del rischio.

I dispositivi di terza categoria richiedono obblighi specifici di formazione, addestramento e revisione periodica.

In questo articolo analizziamo la differenza tra le tre categorie, l'elenco dei DPI di terza categoria, gli esempi per tipologia di lavoro e gli obblighi previsti in capo al datore di lavoro.

Le tre categorie di DPI a confronto

La classificazione dei DPI segue un criterio di rischio crescente. I DPI di prima categoria proteggono da rischi minimi, come urti lievi o radiazioni solari non intense. I DPI di seconda categoria coprono rischi intermedi che non rientrano nelle altre due classi. I DPI di terza categoria proteggono da rischi che possono provocare conseguenze mortali o invalidità permanenti.

Categoria

Livello di rischio

Esempi

Obblighi principali

Prima

Minimo

Guanti da giardinaggio, occhiali da sole

Informazione

Seconda

Intermedio

Elmetti da cantiere, guanti antitaglio

Informazione e formazione

Terza

Grave o mortale

Imbracature anticaduta, autorespiratori

Informazione, formazione, addestramento, revisione periodica

Quali sono i DPI di terza categoria

L'Allegato I del Regolamento UE 2016/425 elenca gli ambiti in cui rientrano i DPI di terza categoria:

  • sostanze e miscele pericolose per la salute
  • atmosfere con carenza di ossigeno
  • agenti biologici nocivi
  • radiazioni ionizzanti
  • ambienti ad alta temperatura con effetti comparabili a 100°C o superiori
  • ambienti a bassa temperatura con effetti comparabili a -50°C o inferiori
  • cadute dall'alto
  • scosse elettriche e lavori sotto tensione
  • annegamento
  • tagli da seghe a catena portatili
  • getti ad alta pressione
  • ferite da proiettili o da coltello
  • rumore nocivo

Tra i dispositivi più comuni nei cantieri italiani rientrano imbracature e cordini anticaduta, dispositivi retrattili, linee vita temporanee, gambali anti taglio ad esempio per motosega, autorespiratori, tute di protezione chimica, guanti isolanti per elettricisti, maschere FFP2 e FFP3, caschi isolanti per lavori in presenza di tensione, giubbotti di salvataggio.

Ogni dispositivo deve riportare la marcatura CE seguita dal numero identificativo dell'organismo notificato che ha certificato il prodotto.

Esempi per tipologia di lavoro

Nei lavori in quota la normativa richiede un sistema anticaduta completo composto da imbracatura EN 361, cordino con assorbitore di energia EN 355, connettori EN 362 e punto di ancoraggio certificato EN 795. Ogni componente è un DPI di terza categoria.

Nei lavori con motosega sono richiesti pantaloni o gambali anti taglio conformi alla norma EN ISO 11393, scarpe con puntale in acciaio, visiera in rete metallica EN 1731 e cuffie anti rumore.

Nel cantiere edile l'obbligo di DPI di terza categoria scatta quando si opera in quota sopra i due metri, su coperture, in fase di montaggio ponteggi o durante lavori elettrici in presenza di tensione. L'elmetto da cantiere ordinario è di seconda categoria, ma diventa di terza se dotato di isolamento elettrico.

Nei lavori con rischio chimico rientrano tute di protezione conformi a EN 14605 o EN 943, guanti EN 374 e maschere a filtro con classificazione adeguata all'agente da cui proteggere.

Obblighi del datore di lavoro

L'art. 77 del D.Lgs. 81/2008 pone in capo al datore di lavoro quattro obblighi in materia di DPI di terza categoria.

Il primo è la fornitura gratuita dei dispositivi idonei al rischio valutato nel documento di valutazione dei rischi. Il secondo è l'informazione sui rischi da cui i DPI proteggono e sulle corrette modalità d'uso. Il terzo è la formazione e l'addestramento obbligatorio, con verifica pratica certificata, previsto specificamente per i DPI di terza categoria dall'art. 77 comma 5. Il quarto obbligo è la manutenzione e revisione periodica.

Per i DPI anticaduta la norma UNI 11560 fissa un controllo almeno annuale da parte di un soggetto abilitato, che rilascia un verbale con esito di idoneità e aggiorna il registro DPI aziendale. Scopri nella nostra pagina dedicata i brand e i prodotti su cui effettuiamo la revisione.

Il mancato rispetto degli obblighi comporta le sanzioni previste dall'art. 87 del medesimo decreto.

Formazione e addestramento obbligatori

L'art. 77 comma 5 del D.Lgs. 81/2008 prescrive per i DPI di terza categoria un addestramento pratico obbligatorio e certificabile.

La norma distingue tre livelli: l'informazione trasferisce nozioni sui rischi, la formazione è un processo educativo con verifica delle conoscenze, l'addestramento è la prova pratica d'uso del dispositivo.

Il registro formativo aziendale deve documentare data, durata, contenuti e nominativi dei lavoratori addestrati.

L'addestramento va ripetuto ogni volta che cambia il dispositivo o la mansione del lavoratore.

Domande frequenti

Le mascherine FFP2 sono DPI di terza categoria?

Sì. FFP2 e FFP3 rientrano nei DPI di terza categoria secondo l'Allegato I del Regolamento UE 2016/425, perché proteggono da agenti biologici nocivi e sostanze pericolose.

L'imbracatura di sicurezza è un DPI di terza categoria?

Sì. Le imbracature anticaduta conformi a EN 361 sono DPI di terza categoria perché proteggono dal rischio di caduta dall'alto.

Ogni quanto vanno revisionati i DPI anticaduta?

Almeno ogni 12 mesi secondo la norma UNI 11560. Per altri DPI di terza categoria l'intervallo è indicato nel libretto d'uso del fabbricante.

Chi può eseguire la revisione?

Un soggetto abilitato dal fabbricante o una persona competente che risponda ai requisiti previsti da UNI 11560.

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